Werk Tenna – Cannone 12 Cm M80 2

ll forte di Tenna adottava delle casamatte corazzate (Panzerbatterie), con la volta completamente rivestita all’interno di una lastra metallica, sorretta nella parte posteriore da due colonne in ghisa (esistevano anche le Geschutzkasematte caratterizzate da una minore protezione). La parte frontale era realizzata con conci in pietra di grandi dimensioni. Nel caso di Werk Tenna si ricorse a grossi blocchi di pietra calcarea invece che al consueto granito dei forti dello stile Vogl. Si può notare sullo stipite sinistro dell’ingresso, uno scanso per agevolare la movimentazione delle canne delle armi. Al loro interno vennero collocate delle bocche da fuoco “classiche” per le fortezze trentine. Si trattava dei cannoni da 12 cm M80. La sigla M80 indicava l’anno di progettazione (1880), mentre la misura in centimetri esprimeva il calibro, vale a dire il diametro della canna. Queste armi, prodotte in numerosissimi esemplari, avevano appena rimpiazzato tra le artiglierie da assedio e da fortezza la ormai superata serie M612. Rispetto a questa, di cui condividevano peraltro il bronzo come materiale di costruzione principale, offrivano prestazioni balistiche nettamente superiori, con una gittata che arrivava fino a 8 km su affusto ruotato (6,7 km in installazione da casamatta rispetto ai 5,8 del paricalibro M61) e una migliore capacità di penetrazione. Vennero adottati gli affusti per installazione in casamatta a cannoniera minima del modello M85, a giudicare dalla disposizione dei chiavardi del paiolo (visibili al piano inferiore), i quali avevano introdotto l’importante novità dello smorzamento idraulico del rinculo. In questo modo le dimensioni complessive dell’installazione diminuivano lasciando maggiore spazio ai serventi, la cadenza di tiro aumentava e si riducevano le forze applicate alle strutture murarie della fortezza a cui le armi venivano vincolate. Il settore di tiro raggiungeva i 60° in direzione e andava da – 15° a + 20° in alzo.

Affusto 12 cm M80

Affusto modello 85 per il cannone da 12 cm.
Si può notare il sistema di smorzamento idraulico del rinculo. (Immagine tratta da F. Cappellano, L’artiglieria austro-ungarica nella Grande Guerra)

Il forte disponeva di 8 cannoni da 12 cm, disposti sulle tre ali del corpo di fabbrica. Due casamatte erano orientate in direzione nord-est, quattro in direzione sud e le ultime due in direzione sud-ovest. Le prime battevano i dintorni dell’abitato di Levico, la strada di collegamento con Pergine e offrivano copertura agli angoli morti del dirimpettaio Werk Colle delle Benne. I pezzi rivolti a sud controllavano la dorsale montuosa compresa tra il pizzo di Levico, monte Rovere e la Vigolana, mentre quelli orientati a ovest proteggevano la sella di Vattaro e la sella di Valsorda, via di penetrazione storica adottata dai garibaldini del generale Medici nel 1866. Le casamatte settentrionali oggi non esistono più, visto che nel primo Dopoguerra l’esigenza di ricostruire gli edifici civili spinse gli abitanti di Tenna ad adottare le ottime pietre del forte come materiale da costruzione.

Alloggiamento colonna portante della corazzatura

In questa rientranza della parete era presente una delle due colonne di sostegno della corazzatura.

Anche qui si possono notare sugli stipiti dell’ingresso, degli scansi realizzati per agevolare la movimentazione dei pezzi. In caso di montaggio, sostituzione o semplice manutenzione dei pezzi era necessario estrarre la volata (la “canna”) dall’affusto e, grazie a corde debitamente agganciate ai grossi anelli presenti sul soffitto, trasportarla all’esterno. Il peso del complesso affusto e arma raggiungeva le 6,2 tonnellate di peso, di cui 1,7 solo per la bocca da fuoco lunga ben 3,2 metri. Si può capire dunque come queste operazioni non fossero particolarmente semplici e necessitassero di adeguate installazioni che consentissero di effettuare le sostituzioni anche in caso di combattimento. Sebbene anche nella monarchia austro-ungarica la seconda rivoluzione industriale avesse ammodernato i processi produttivi ed affinato i meccanismi di produzione in serie, poteva capitare che alcuni proietti uscissero di fabbrica con dei difetti e non erano certo infrequenti gli scoppi anticipati all’interno delle canne. Se si aggiunge che le stesse volate dopo un certo numero di tiri dovessero essere riformate, si capisce che l’eventualità della rimozione parziale o totale di un cannone fosse meno improbabile di quanto si possa immaginare.

2 thoughts on “Werk Tenna – Cannone 12 Cm M80

  1. Reply Lamberto Amistadi Gen 27,2014 18:14

    Buongiorno,
    da quale libro è tratta l’immagine sopra dell’affusto per M85 da 12 cm?
    Grazie molte,
    Lamberto

    • Reply admin Gen 30,2014 19:53

      Caro Lamberto,
      io l’immagine l’ho tratta da un volume di Filippo Cappellano, “L’artiglieria austro-ungarica nella Grande Guerra” del 2001.
      Ma si tratta di un’immagine che deriva da una pubblicazione tecnica austriaca, che al momento non ricordo ma che comunque viene citata da Cappellano.
      Un saluto,

      Davide

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