Belvedere – Il sistema di ventilazione e le bombole di ossigeno

Il forte era dotato di diverse nicchie studiate per alloggiare delle bombole ad ossigeno. Tali bombole dovevano servire sia per soccorrere eventuali feriti, sia, soprattutto, in caso di bombardamento intenso per proteggersi dai fumi velenosi delle esplosioni. Esisteva in effetti un sistema di ricircolo dell’aria, ma in combattimento di dimostrò pressoché inutilizzabile. Esso infatti, a ...

Belvedere – Telefono e tubi portavoce

Belvedere - Telefono e tubi portavoce
Il forte era dotato di una centrale telefonica, la quale serviva sia per le comunicazioni esterne che per quelle interne. Le linee telefoniche interne collegavano tra loro gli osservatori con le batterie e con i vari Blockhausen, oltre che con la stanza ufficiali. Le linee esterne, interrate per alcune centinaia di metri di distanza dall’opera ...

Belvedere – Il telegrafo ottico

Belvedere - Il telegrafo ottico
Il concetto di ridondanza, molto caro ai militari, prevede che ogni sistema venga raddoppiato o diversificato per riuscire a rispondere alle casualità delle situazioni belliche. Così, se era presente una ben protetta linea telefonica, bisognava essere pronti anche all’eventualità che questa venisse messa fuori uso (come peraltro avvenne durante il 1915 ed il 1916). Così ...

Belvedere – L’acquedotto

Il forte era servito da un proprio acquedotto, di cui si trovano alcune strutture lungo la strada d’armi che conduce da Cappella all’opera. In fase di progettazione non venne adeguatamente considerata la possibilità di un’interruzione di questa importantissima infrastruttura a causa dei bombardamenti, collocandola in posizione molto esposta (v p. 82). Del resto, anche la ...

Belvedere – Gli alloggi

L’alloggio dei soldati e degli ufficiali in comando si trovava in queste grandi stanze. Esse erano dotate di letti a castello e pagliericci per la truppa, austeri letti singoli per i comandanti. Gli ambienti erano riscaldati con alcune stufe a legna ed erano dotate di ampie finestre per consentire una certa aereazione degli ambienti. Esisteva ...

Belvedere – Il generatore

Belvedere - Il generatore
Per i forti degli altipiani venne prevista l’adozione di un generatore di corrente centralizzato, per poter alimentare i riflettori, l’impianto di ventilazione, le pompe, il compressore, l’illuminazione interna e i collegamenti telefonici. Al generatore termico, costituito da un motore a benzina di 60 cavalli vapore, vennero abbinate degli accumulatori (delle batterie), che consentivano di immagazzinare ...

Belvedere – Le cucine

Le cucine erano collocate in questa stanza, dove era presente anche una cisterna per l’acqua. Erano presenti il forno per la cottura del pane e due cucine a legna, una più grande con otto fuochi, e una più piccola a due fuochi, per il caffè.

Belvedere – L’infermeria

Non poteva mancare, in un’opera militare, un’area destinata al ricovero ed alla cura dei feriti. L’infermeria era costituita da un reparto di degenza, con otto posti letto, una stanza di medicazione ed un ambulatorio. Nonostante le ferite provocate dalle schegge d’artiglieria provocassero orribili mutilazioni nei sopravvissuti e i prolungati bombardamenti minassero la sanità mentale dei ...

Belvedere – Il magazzino viveri

Belvedere - Il magazzino viveri
Il forte era concepito per poter resistere ad un assedio prolungato, con una sopravvivenza teorica che andava dai 30 ai 45 giorni. Non si trattava di un calcolo astratto, dato che lo Stato Maggiore riteneva che questo fosse il cosiddetto “tempo di radunata”, il tempo necessario per trasferire le truppe dai centri di arruolamento al ...

Belvedere – Le cupole corazzate

Belvedere - Le cupole corazzate
L’armamento di forte Belvedere, analogamente ad altre opere dello “stile Conrad”, era costituito da una batteria di tre obici da 10 cm in cupola corazzata girevole. L’arma prescelta, l’obice da 10 cm M09, aveva un calibro piuttosto ridotto, ma tale scelta si spiegava con la funzione prettamente difensiva conferita alla “cintura di fuoco degli altopiani” ...