Werk Tenna – Poterna

Al di là dell’inferriata, chiusa per motivi di sicurezza, inizia una poterna, una galleria interrata, che conduce ad uno dei due cofani di scarpa, fortini che sporgevano di alcuni metri dall’opera principale. Essi avevano un’originale pianta semiellittica definita “ad orecchie di gatto”, una foggia che diventerà tipica delle fortezze in stile Vogl, ed erano armati con coppie di mitragliatrici (M93 da 11 mm) dotate di particolari scudi ricurvi che ne miglioravano il settore di tiro orizzontale e garantivano un adeguata protezione ai mitraglieri.

Poterna

Galleria di collegamento con il fortino di scarpa.

Compito di queste armi era quello di battere il fossato, profondo mediamente 4 metri, per interdire infiltrazioni vicine della fanteria nemica. La protezione attiva del fossato era completata da “torpedini terrestri” (mine antiuomo a strappo), una novità per l’epoca, mentre quella passiva faceva affidamento sul semplice quanto efficace reticolato, sia sorretto da pali a “coda di porco”, sia montato su “cavalli di Frisia” in legno. Ogni cofano era anche dotato di due riflettori da 25 cm ad acetilene per illuminare i tratti di fossato da difendere.

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