Werk Corno

La fortezza si trova in una suggestiva posizione nella valle del Chiese sul territorio del comune di Praso. Essa venne costruita negli anni negli anni dal 1883 al 1890 ed è uno dei primi esempi dei “Gebirgsfort”, o stile Vogl, dal nome del colonnello Julius Vogl, il quale introdusse in Tirolo alcuni significative innovazioni strategiche e architettoniche. Innanzitutto, a differenza di alcuni forti “solitari” precedenti, Werk Corno era progettato per difendere la val Giudicarie in coordinamento con il forte Cariola, costruito sul versante opposto della valle, secondo uno schema detto “a tenaglia”. Ciò consentiva un maggiore e più uniforme volume di fuoco sul settore da difendere e una copertura ottimale dei reciprochi punti morti. Entrambe queste opere vennero realizzate in corrispondenza del forte Larino dando così vita, insieme alla tagliata Revegler e al forte Danzolino allo sbarramento di Lardaro.

Il forte ha una imponente volumetria di 18.000 metri cubi per un totale di 53 vani. Data la particolare conformazione orografica, si sviluppa su ben sei livelli seguendo lo sperone roccioso sul quale e costruito.

Anche nell’armamento vennero introdotte significative innovazioni. Quella sicuramente più significativa riguardava l’adozione di armi (inizialmente mortai da 15 cm poi sostituiti da obici da 10 cm M05) collocate in cupola corazzata girevole, un espediente che permetteva la protezione a 360° dei dintorni del forte, anche con tiri indiretti. Ad esse si abbinavano anche delle cupole corazzate osservatorio. Forte Corno disponeva di tre cupole armate e due osservatorio. Inoltre come negli altri forti dello stile Vogl, anche il Corno introdusse per l’armamento principale i cannoni da 12 cm M 80 in casamatta a feritoria minima, corazzata mediante una calotta semisferica di acciaio. Si trattava di una soluzione migliore rispetto alle scudature dei forti precedenti. Ciò consentiva di poter inclinare le murature dei fronti di combattimento, diminuendo la sagoma offerta al nemico e al tempo stesso di migliorare la resistenza della struttura fino a colpi di 150 mm di calibro. Dei sei cannoni del forte, quattro erano rivolti verso sud-ovest, due verso est. Era dotato di una propria cisterna e di scorte alimentari per poter resistere sotto assedio, oltre che di apparati di comunicazione ottica e telefonica. A poca distanza erano collocate le caserme per l’alloggio di circa 400 soldati. Venne disarmato ancora prima dello scoppio della prima guerra mondiale perché ritenuto obsoleto. Cupole e armamento vennero trasferiti in caverna presso la località Peschiera, a poco distanza dalla fortezza, come avvenne per tanti altri forti dello stile Vogl.

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