Belvedere – Le “poterne”

La poterna di forte Verle, del tutto simile a quelle di forte Belvedere. Da notare la presenza della guardia sulla sinistra (www.europeana.eu)

La poterna di forte Verle, del tutto simile a quelle di forte Belvedere. Da notare la presenza della guardia sulla sinistra (www.europeana.eu)

 

Il lungo corridoio che abbiamo percorso prende il nome di “poterna”, ed indica la galleria sotterranea che metteva in comunicazione il blocco casamatte, dedicato all’alloggio della truppa e dei materiali di sussistenza, al blocco batterie, destinato esclusivamente al combattimento. Forte Belvedere disponeva di tre poterne , una sul lato occidentale (dove ci troviamo ora), una su quello orientale e una che conduceva sul lato settentrionale.

La progettazione di forte Belvedere sfruttò al meglio la favorevole orografia del luogo e venne introdotta una separazione considerevole tra casamatte e batterie, elemento che migliorava nettamente il grado di resistenza dell’opera. Come si può vedere, gran parte di forte Belvedere venne realizzata in roccia per aumentare la resistenza complessiva. Ogni poterna veniva dotata di porte blindate, come si può vedere in fondo, le quali avrebbero ostacolato un’eventuale progressione del nemico dall’interno qualora i Blockhausen avanzati fossero stati espugnati.

In fondo alla poterna, che scende per alcuni metri al di sotto del piano terra del forte, venne ricavata una ghiacciaia, per mantenere al fresco le derrate alimentari. Nel blocco casamatte non mancavano i locali adibiti all’immagazzinamento delle razioni dei soldati, ma probabilmente questo ambiente manteneva una temperatura più bassa.

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