Belvedere – Cofano di controscarpa

Dopo questa straordinaria poterna, interamente scavata nella roccia e pressoché indistruttibile, si giunge al cofano di controscarpa. Esso sarebbe servito, nel caso di un improbabile attacco di fanteria, per battere il terreno del fossato frontale su tutta la sua estensione. La forma del cofano di controscarpa ricorda vagamente quella geometrica conferita al cofano di gola, il quale caratterizza esteticamente forte Belvedere. Analogamente al fossato di gola, anche quello di controscarpa veniva riempito di reticolati alti fino a 4 metri trasformando questo terreno in una trappola mortale. Il cofano era dotato di ben quattro mitragliatrici binate, poste dietro robustissimi scudi corazzati, aventi uno spessore di circa 20 cm. Oltre a ciò vennero ricavate varie feritoie fuciliere su tutto il perimetro del cofano, che consentivano di tenere sotto tiro tutta la superficie del fossato. Una feritoia venne persino realizzata all’interno delle latrine! Il cofano, come nel caso del Blockhaus ovest, venne dotato di un locale per la truppa, al primo piano, e di due riflettori da 21 cm, posti ai lati della camera di combattimento dove erano posizionate le mitragliatrici, al piano terra. Completavano la dotazione i soliti tubi per razzi illuminanti. Il lungo camminamento, proveniente dall’opera principale, conduceva poi anche al cofano di scarpa.
Forte Belvedere è l’unica delle opere dell’era Conrad ad adottare un cofano di controscarpa sporgente, indispensabile a causa del fossato diritto, il quale era largo e alto all’incirca otto metri.
Durante i bombardamenti del maggio giugno del 1915 il cofano venne colpito da un colpo di calibro 305 mm. La copertura non riuscì a resistere (era progettata per sopportare calibri fino a 240 mm), consentendo al proietto di penetrare all’interno dell’ambiente e di uccidere all’istante parte del presidio.

L'interno del cofano di controscarpa dopo l'esplosione del proietto da 305 mm. Evidente il danneggiamento di una trave della copertura (tratto da Puecher M., Forte Belvedere Gschwent)

L’interno del cofano di controscarpa dopo l’esplosione del proietto da 305 mm. Evidente il danneggiamento di una trave della copertura (tratto da Puecher M., Forte Belvedere Gschwent)

Purtroppo non fu possibile adottare qui il sistema di protezione aggiuntiva utilizzato per la copertura delle casamatte, costituito da gabbioni di ghiaia e pietrisco tenuti insieme da strutture in legno. Nove uomini perirono e ben 28 rimasero feriti nello scoppio, la maggior parte in modo grave. La situazione fu aggravata dall’incendio delle munizioni e dei razzi illuminanti, che fu domato a stento grazie a due idranti collocati nelle vicinanze.

L'esterno del cofano di controscarpa dopo la perforazione del 305 mm italiano. Si può vedere il fossato riempito di detriti rocciosi (tratto da Puecher M., Forte Belvedere Gschwent )

L’esterno del cofano di controscarpa dopo la perforazione del 305 mm italiano. Si può vedere il fossato riempito di detriti rocciosi (tratto da Puecher M., Forte Belvedere Gschwent )

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