Werk Larino

 

Il forte si trova sul fondovalle delle Giudicarie Esteriori, subito dopo la confluenza del fiume Adanà col fiume Chiese, a circa 700 metri di quota. I lavori di costruzione vennero intrapresi nel 1860 per controllare la strada proveniente dal bresciano e vennero conclusi, analogamente ad altre opere coeve, nel giro di due anni.
La pianta aveva una particolare forma a “L” con i due lati verso sud e verso valle articolati su un solo piano. Il corpo principale presenta peraltro un soffitto più alto dovuto alle differenze di quota del terreno dove poggia. Il forte, di dimensioni piuttosto importanti (copre ben 900 mq), presenta un piccola corte fortificata che anticipa l’ingresso vero e proprio. Le cannoniere sono rivolte verso sud e verso est e presentano delle pronunciate strombature a gradoni. Il resto del perimetro era difeso da numerose feritoie fuciliere. Non erano previsti cofani sporgenti per la protezione ravvicinata, sostituiti da un fossato continuo. Il materiale di costruzione principale è la pietra, con camerate interne voltate a botte e un paramento esterno realizzato con conci di granito lavorati a scalpello di notevole bellezza. Lo spessore delle murature raggiungeva i due metri nella parte anteriore, per diminuire invece fino a 1 metro e 30 sulle parti posteriori. La copertura aveva un riporto di terra pensato per attenuare gli effetti delle schegge di granata, e raggiungeva i 2 m e 50 al colmo del tetto.
L’armamento era imperniato sui consueti cannoni da 15 cm M 61 in bronzo, di cui erano presenti 4 esemplari. L’armamento secondario era costituito da 4 cannoni da 9 cm M 75 ed erano presenti anche alcuni riflettori. Successivamente venne aggiunta anche una batteria di cannoni da 8 cm in barbetta nelle vicinanze della fortezza. Il parco di artiglieria venne costantemente rinnovato negli anni successivi, così come i locali vennero sottoposti a più riprese ad interventi di restauro e rinforzo. Era prevista una guarnigione di 3 ufficiali e 122 uomini. L’approvvigionamento idrico era garantito da una cisterna, mentre un vano era adibito alla conservazione delle scorte alimentari. Esso, insieme agli altri forti dello sbarramento di Lardaro e al forte d’Àmpola, venne interessato dalle operazioni militari garibaldine del 1866 e mostrò buone doti di resistenza. Nel 1914, allo scoppio del conflitto, venne però declassato a magazzino, dato che non venne ritenuto in grado di resistere alle moderne artiglierie.

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