Werk Strino

Forte Strino venne edificato tra il 1860 e il1861, su un’altura ad una quota di 1.538 m s.l.m. posta a controllo dell’ultimo tratto della strada che conduce al passo del Tonale. La zona venne scelta per proteggere il fianco occidentale del Tirolo dopo la cessione della Lombardia a seguito della Seconda Guerra d’Indipendenza (1859). La struttura presenta un’originale pianta semicircolare, articolata su due livelli. Il primo piano era dotato di tre postazioni, che divenivano quattro al secondo, orientate verso la strada di valico. Oltre alle casamatte, il forte aveva numerose feritoie per la difesa ravvicinata. Al corpo principale venne collegata in una secondo tempo un posto di guardia sul livello stradale stradale, messo in comunicazione con il corpo principale attraverso una poterna (galleria corazzata). Naturalmente per la costruzione venne utilizzata la pietra locale, mentre l’uso del più costoso calcestruzzo venne limitato alla poterna ed alla tagliata costruite ai primi del ‘900. Si tratta di una fortezza di limitate dimensioni e relativamente economica.

Il forte era progettato per essere autosufficiente in caso di assedio, ipotizzando una resistenza fino a 15 giorno sotto assedio. Era quindi completo di cisterna per l’acqua potabile, forno per il pane e scorte alimentari, infermeria, generatore di corrente elettrica, segnalatore ottico e linea telefonica per comunicare con gli altri forti e con la stazione centrale di Male.

Il forte non venne mai interessato dai combattimenti durante la Grande Guerra . Nel 1891 venne costruito sotto al forte una seconda struttura fortificata, il forte Velon, di modeste dimensioni, con il quale era collegato attraverso una ripida scalinata lunga circa 140 m coperta a volta, la cosiddetta “caponiera“. Negli anni successivi allo sbarramento vennero aggiunti le seguenti fortificazioni: a sud forte Presanella, e a nord il forte Mero e il forte Saccarana (anche conosciuto come forte Tonale).

L’armamento del forte era costituito da 4 cannoni da 12 cm M61 (in cannoniera) e da 2 cannoni 10 cm  M63 (in casamatta), pezzi coadiuvati da 4 mitragliatrici da 8 mm per la difesa ravvicinata e da alcuni riflettori. Tali armi divennero rapidamente obsoleti e vennero sottoposti ad un continuo aggiornamento negli anni

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