Werk Verle

Tipologicamente molto simile al forte Campo di Luserna, forte Verle era stato realizzato negli stessi anni (1908-1912) e dunque presentava gli stessi pregi e gli stessi difetti. La concezione era piuttosto moderna, con la separazione degli ambienti di alloggio da quelli di combattimento, l’adattamento al terreno, l’armamento principale in cupola corazzata, l’inserimento nella “rete” di fortezze della cintura di ferro degli Altipiani. Inoltre la copertura era realizzata in calcestruzzo rinforzato da grandi putrelle di ferro e raggiungeva i 2 metri e 50 nei punti più esposti. Il corpo delle batterie, orientato verso est, si collegava nel lato sud con gli alloggi, similmente al Forte Campo di Luserna. La vicinanza tra batterie e alloggi in questo punto, insieme alla scarsa profondità della galleria di collegamento (poterna) tra i pozzi degli obici, costituirono un punto debole della struttura che divenne evidente quando il forte venne bersagliato ininterrottamente nei primi giorni del conflitto. I danni furono gravissimi, sebbene minori al confronto di quelli subiti da Werk Lusern. Ciononostante la guarnigione provvide costantemente alla riparazione, sfruttando le poche pause nei cannoneggiamenti. Nel suo “Tappe della disfatta”, Fritz Weber, un artigliere in servizio al forte Verle, ci descrive in maniera molto vivida e cruda la violenza dei bombardamenti italiani ed il terrore provato dai soldati in quei terribili momenti.

Il forte presenta una pianta trapezoidale. Il blocco alloggi era organizzato su due livelli, ed era concluso sul lato sud dalla sporgenza del cofano di gola. Per quanto riguarda l’armamento esso era dotato di ben quattro obici in cupola corazzata da 10 cm M09, di due cannoni a tiro rapido da 8 cm per il fossato e le adiacenze e ben 13 mitragliatrici. Inoltre erano presenti numerosi riflettori elettrici per l’illuminazione notturna, estesi collegamenti telefonici e ottici, una cisterna per l’acqua e adeguate scorte alimentari per resistere ad un assedio di durata variabile tra i 15 ed i 45 giorni. 4 ufficiali e 167 uomini costituivano la guarnigione, formata da reparti di Landesschützen specificatamente addestrati al combattimento in fortezza. Trattandosi di gente del Tirolo, si riteneva che queste truppe avrebbero garantito una migliore difesa dato che dovevano proteggere la loro terra.

Leave a Reply